{"id":246317,"date":"2019-05-24T10:27:54","date_gmt":"2019-05-24T08:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dossierimmigrazione.it\/immigration-the-ten-cliches-to-debunk-in-view-of-the-european-elections\/"},"modified":"2019-05-24T18:07:54","modified_gmt":"2019-05-24T16:07:54","slug":"immigration-the-ten-cliches-to-debunk-in-view-of-the-european-elections","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.dossierimmigrazione.it\/en\/immigration-the-ten-cliches-to-debunk-in-view-of-the-european-elections\/","title":{"rendered":"Immigration. The ten clich\u00e9s (to debunk) in view of the European elections"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243;][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243;]<strong>Immigrazione. I dieci luoghi comuni (da sfatare) in vista delle elezioni europee<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\nPagano le tasse e la previdenza, contribuiscono alle nascite, hanno tassi di criminalit\u00e0 simili agli italiani, sono in gran parte cristiani, emigrano per una vita migliore, ma subiscono misure restrittive (ad esempio nelle prestazioni assistenziali). \u201cLa presenza migratoria \u00e8 per la maggior parte stabile, bisogna passare dalle discriminazioni alle pari opportunit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>BOLOGNA &#8211; \u201cLe migrazioni sono la pi\u00f9 antica azione di contrasto alla povert\u00e0, selezionano coloro i quali desiderano maggiormente riscattarsi, sono utili per il Paese che le riceve, aiutano a rompere l&#8217;equilibrio di povert\u00e0 nel Paese di origine: quale perversione dell&#8217;animo umano ci impedisce di riconoscere un beneficio tanto ovvio?\u201d Sono le parole dell&#8217;economista liberal John Kenneth Galbraith, scomparso nel 2006, a essere scelte da Franco Pittau, presidente onorario del Centro Studi e Ricerche Idos, per parlare delle questioni ricorrenti sull&#8217;immigrazione, uno dei temi centrali nella campagna elettorale per le imminenti elezioni europee, per sfatare luoghi comuni e riportare il dibattito su un terreno fatto di dati e non di slogan: dall&#8217;economia alla previdenza, dalla criminalit\u00e0 alla religione, dalle ragioni delle migrazioni alle modalit\u00e0 di ingresso nei Paesi di accoglienza e insediamento fino alle future prospettive determinate anche dalle nuove normative. Queste, scrive Pittau, \u201channo determinato un trattamento peggiorativo nei confronti degli immigrati in Italia sotto diversi aspetti: costi per il permesso di soggiorno, domande di protezione rifiutate, aumento del numero di irregolari&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Economia.<\/strong>\u00a0In Italia i tassi di crescita sono bassi e nel 2019 si scender\u00e0 sotto l&#8217;1%, gli investimenti sono minimi, la ricerca tecnologica langue, la burocrazia \u00e8 costosa e il debito pubblico cresce. \u201cAll&#8217;insufficienza del tasso di sviluppo si uniscono altre carenze del sistema e non degli immigrati, il cui ruolo nell\u2019attuale contesto merita di essere riconsiderato\u201d, dice Pittau. Gli immigrati rappresentano, infatti, circa il 10% degli occupati e il 10% dei titolari di impresa, pagano 3,3 miliardi di euro di Irpef e altrettanti come contributi previdenziali ovvero \u201cnon sono colpevoli di questo andamento, ma assicurano un grande sostegno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Demografia.<\/strong>\u00a0La popolazione italiana diminuisce (nel 2018 di 90 mila unit\u00e0), i decessi superano le nascite e il numero medio di figli per donna \u00e8 basso, la speranza di vita \u00e8 alta e gli over65 sono un quarto della popolazione totale. Inoltre, i giovani sono tornati a lasciare il Paese, e, tra questi anche gli immigrati diventati italiani. \u201cQuesto comporter\u00e0 effetti negativi sull&#8217;occupazione e a livello previdenziale i pensionati troveranno sostegno in un numero ridotto di lavoratori in attivit\u00e0 \u2013 sottolinea Pittau \u2013. Anche questo scenario non \u00e8 da imputare agli immigrati, che anzi incidono quasi per un sesto sulle nuove nascite e, insieme ai nuovi arrivi hanno costituito un parziale rimedio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Occupazione.\u00a0<\/strong>In Italia il sistema produttivo non \u00e8 paragonabile a quello di altri Paesi fondatori dell\u2019Ue: pochi brevetti, scienziati che emigrano, standard qualitativi delle universit\u00e0 in calo, formazione professionale non paragonabile, ad esempio, a quella tedesca. \u201cSu questi fattori non hanno influito gli immigrati \u2013 attestano le analisi di Idos \u2013 che si sono inseriti negli spazi lasciati liberi dagli italiani: manovalanza, facchinaggio, bassi servizi nella ristorazione e negli alberghi, collaborazione domestica e familiare\u201d. Per il 34% degli immigrati occupati le mansioni svolte sono inferiori alla preparazione ricevuta e in media la loro retribuzione \u00e8 del 27% inferiore a quella degli italiani. A livello imprenditoriale le 588 mila imprese gestite da nati all&#8217;estero assicurano posti di lavoro, anche a italiani, e sono aumentate anche negli anni della crisi, attestando il dinamismo occupazionale della forza lavoro di origine straniera.<\/p>\n<p><strong>Criminalit\u00e0.\u00a0<\/strong>Uno dei luoghi comuni sugli immigrati \u00e8 che commettano pi\u00f9 reati degli italiani. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? \u201cDire che l\u2019immigrazione \u00e8 sinonimo di criminalit\u00e0 non \u00e8 corretto \u2013 sottolinea Pittau \u2013. Tale conclusione non \u00e8 fondata per quanto riguarda gli immigrati residenti e non trova riscontro nei dati\u201d. Tra il 2004 e il 2016 la popolazione italiana \u00e8 rimasta stabile, ma le denunce contro gli italiani sono aumentate del 31,7%. Invece, gli immigrati regolari sono pi\u00f9 che raddoppiati (+128,3%), mentre le denunce contro gli stranieri sono cresciute solo del 13,7% e la loro incidenza sul totale delle denunce \u00e8 scesa al minimo storico (29,2%). La stragrande maggioranza delle denunce contro stranieri non riguarda gli immigrati residenti bens\u00ec quelli in posizione irregolare e\/o di passaggio e buona parte di queste riguarda infrazioni al Testo unico sull&#8217;immigrazione (che, va da s\u00e9, riguarda esclusivamente la popolazione straniera). \u201cTenuto conto di questi aspetti si pu\u00f2 concludere che gli immigrati residenti hanno un tasso di criminalit\u00e0 simile agli italiani, ma va intensificato l&#8217;impegno a diminuire la criminalit\u00e0 sia che si tratti di cittadini italiani sia di stranieri; e a favorire l\u2019emersione dalla regolarit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Previdenza.\u00a0<\/strong>Gli immigrati sono \u201cpreziosi\u201d sostenitori del sistema pensionistico italiano: pagano 11,5 miliardi di euro come contributi previdenziali all&#8217;anno (dati 2016) e incidono per meno dell&#8217;1% sulle pensioni. Partecipando in misura elevata alle prestazioni in caso di disoccupazione e incidono di pi\u00f9 sulle indennit\u00e0 di maternit\u00e0 perch\u00e9 fanno pi\u00f9 figli. \u201cComplessivamente, l&#8217;incidenza come fruitori di prestazioni assistenziali \u00e8 in linea con quella che hanno sulla popolazione residente, con diverse misure restrittive nei loro confronti\u201d. Il riferimento \u00e8 a bonus beb\u00e8, assegni per le famiglie numerose, reddito di cittadinanza, facilitazioni per la mensa. Sono molte anche le prestazioni pensionistiche perse perch\u00e9 gli immigrati spesso sono costretti a rimpatriare prima dell&#8217;et\u00e0 pensionabile, senza sapere o essere informati sul fatto che la domanda per la pensione pu\u00f2 essere inoltrata anche dai Paesi di origine.<\/p>\n<p><strong>Religione.\u00a0<\/strong>L&#8217;invasione musulmana \u00e8 un&#8217;altra delle mistificazioni utilizzate nel racconto sull&#8217;immigrazione. Oltre a ricordare come l&#8217;Italia sia da secoli un Paese multireligioso, Idos sottolinea che la maggioranza degli immigrati \u00e8 di religione cristiana (il 52,%) con 1,5 milioni di ortodossi, 1 milione di cattolici e oltre 220 mila protestanti. I musulmani sono circa 1,6 milioni, quasi un terzo dei 5 milioni di immigrati residenti. A questi si aggiungono poi induisti, buddisti e altri gruppi minori.<\/p>\n<p><strong>Fattori di espulsione.\u00a0<\/strong>Per spiegare le ragioni dell&#8217;emigrazione, Pittau sceglie le parole dei lombardi che emigravano alla fine del 1800 e cos\u00ec ne spiegavano i motivi in una lettera all&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno, Giovanni Nicotera: \u201cLa nostra vita \u00e8 tanto amara che poco pi\u00f9 che morte. Coltiviamo frumento e non sappiamo cosa sia il pane bianco. Coltiviamo viti e non beviamo vino. Alleviamo bestiame e non mangiamo mai carne. Vestiamo fustagno e abitiamo ovili. E voi con tutto ci\u00f2 pretendete che non dobbiamo emigrare?\u201d. Proprio come gli italiani dopo l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, oggi le persone emigrano da Asia e Africa per la mancanza di una speranza di vita, per la povert\u00e0, ma anche per l&#8217;instabilit\u00e0 politica o i conflitti armati.<\/p>\n<p><strong>Regolamentazione dei flussi.<\/strong>\u00a0In Italia le quote di ingresso per lavoro sono bloccate da anni e risultano sostanzialmente riservate agli stagionali o alla conversione del titolo di soggiorno a favore di chi \u00e8 gi\u00e0 presente. Sono invece pochi gli arrivi di lavoratori qualificati non soggetti a quote. Gli ingressi avvengono per ricongiungimento familiare o per richiesta di asilo. Un altro percorso \u00e8 quello dei corridoi umanitari, inizialmente promossi dalla Chiesa Valdese o dalla Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio. \u201cL&#8217;Italia ha fatto molto negli ultimi anni per i rifugiati, ma non accoglie pi\u00f9 richiedenti asilo di quanto facciano in media altri Paesi europei \u2013 scrive Idos \u2013. Ci\u00f2 che occorre \u00e8 una modifica della normativa comunitaria, in particolare del Regolamento di Dublino sul quale si \u00e8 gi\u00e0 espresso il Parlamento europeo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sviluppo locale.\u00a0\u201c<\/strong>Aiutarli a casa loro? Una tesi positiva\u201d, secondo Idos, che per\u00f2 si accompagna e si utilizza per giustificare con un trattamento peggiorativo degli immigrati nel nostro Paese. Il riferimento \u00e8 ad alcuni interventi normativi come le delibere dei sindaci di Rovato e Pontoglio (dichiarate nulle dal giudice) che avevano aumentato i costi del certificato di idoneit\u00e0 alloggiativa, indispensabile per ottenere il permesso di soggiorno; il decreto sicurezza che, tra le altre cose, ha portato da 2 a 4 anni l&#8217;attesa per definire la pratica di cittadinanza; i costi per l&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo, ridotti da 35 a 21 euro al giorno; l&#8217;aver penalizzato l&#8217;accoglienza diffusa in piccole strutture; le gare di appalto per la gestione dell&#8217;accoglienza contestate dai gestori e, in alcuni casi, annullate dal Tar.<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;obiettivo di aiutarli a casa loro \u00e8 giusto ma difficile\u201d. L&#8217;ultima legge di bilancio ha ridotto lo stanziamento per il 2019 degli aiuti allo sviluppo al di sotto dello 0,30% del Pil, quando la media europea \u00e8 dello 0,5%. Un aiuto maggiore, invece, viene dato dagli immigrati con i risparmi: nel 2017 sono stati inviati pi\u00f9 di 5 miliardi di euro nei Paesi di origine, rimesse su cui il governo ha applicato una ulteriore tassa. Una risorsa, secondo Idos, continuano ad essere le ong che studiano progetti di sviluppo locale, \u201cma si penser\u00e0 a questa risorsa nell&#8217;attuale contesto di discredito verso queste organizzazioni?\u201d<\/p>\n<p><strong>Prospettive future.\u00a0<\/strong>La politica del pugno duro funziona? \u201cDa una parte ha suscitato un dibattito a livello europeo, senza per\u00f2 contribuire efficacemente a risolvere i problemi, dall&#8217;altra ha perseguito la riduzione degli sbarchi in continuit\u00e0 con i \u201crisultati\u201d del Governo Gentiloni \u2013 scrive Idos \u2013. Ma non mancano gli effetti negativi\u201d. Il decreto Salvini ha portato a un aumento del numero degli irregolari, 533 mila a inizio 2019 che diventeranno 750 mila nel 2020 (secondo le stime pi\u00f9 accreditate). E i rimpatri, difficili e costosi, risultano in calo rispetto agli anni precedenti. \u201cLa speranza che la spinta migratoria si riduca \u00e8 irrealistica \u2013 conclude Pittau \u2013. Secondo gli esperti, a met\u00e0 secolo crescer\u00e0 la popolazione mondiale e raddoppier\u00e0 il numero dei migranti nel mondo. A questi sviluppi bisogna prepararsi, con realismo ma senza chiusure di principio. Per favorire l\u2019inte(g)razione \u00e8 indispensabile che si passi dalle discriminazioni alle pari opportunit\u00e0, nell&#8217;ottica di valorizzare allo stesso modo tutti i cittadini che concorrono allo sviluppo dell&#8217;Italia\u201d.[\/et_pb_text][et_pb_cta _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243; button_text=&#8221;Press release&#8221; button_url=&#8221;https:\/\/staging.dossierimmigrazione.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Immigrazione.-I-dieci-luoghi-comuni.pdf&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; use_background_color=&#8221;off&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243;][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243;]Immigrazione. 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