
Si è svolta il 25 giugno in Sala della Protomoteca in Campidoglio, su iniziativa dell’assessorato alle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale, la presentazione dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio. Ventesimo rapporto a cura del Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.
Nonostante lo stallo del programma di accoglienza che preferisce il ricorso ormai strutturale ai sovraffollati CAS piuttosto che investire nei virtuosi presidi del SAI, alcune associazioni del Terzo Settore operano con vitalità e passione ogni giorno sul territorio per la giustizia sociale.
Come ha testimoniato Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, una realtà che offre da 25 anni accoglienza inclusiva ai rifugiati: “L’ accoglienza deve fare i conti con la politicizzazione delle migrazioni come argomento di propaganda anziché come fenomeno sociale da affrontare in maniera strutturale. Non si utilizza come prospettiva la creatività del terzo settore che invece può e deve indicare il cammino, col futuro sulle spalle”.

Si è aggiunta la voce di Salvatore Geraci, referente del GrIS Lazio e responsabile dell’area sanitaria di Caritas Roma: “Le politiche dovrebbero trascendere il margine sociale e raggiungere anche chi è al di là, ma si tratta di un confine dinamico e cangiante e una reale politica di inclusione deve rincorrerlo, operando verso nuovi paradigmi, come quello della salute come bene comune: la speranza di oggi è quella di una resistenza creativa”. È intervenuta quindi Kaur Hardeep segretaria Flai Cgil Latina e Frosinone: “Assistiamo al fallimento di un sistema di gestione degli ingressi per i lavoratori agricoli che sembra creato per alimentare criminalità e sfruttamento. L’agro pontino è un microcosmo esemplare di ciò avviene: la migrazione legata alla sicurezza nazionale e il fenomeno del caporalato sulle prime pagine solo quando muoiono i Satman Singh”.

Ha concluso l’evento Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale: “È da tre anni un cammino condiviso quello tra il mio incarico a Roma Capitale e lo studio dell’Osservatorio, nel segno del DNA dell’impegno dell’assessorato. Dopo 20 anni, si vedono sempre più i frutti di questo rapporto, per il grande valore scientifico dei dati e delle analisi ma anche e soprattutto per il racconto della vita reale delle persone migranti che vivono e lavorano su questo territorio. Viviamo questo 2025, anno giubilare, con la speranza di una nuova visione di accoglienza e progettualità, per mettere in campo un’idea di città dall’ accoglienza diffusa”.

